Un sottile equilibrio

Sempre più grande,
sempre più oscuro
sempre più vuoto.
Infinito.
Una stella che esplode
è un autunno radioso
che perde il suo sangue
per rinascere ancora.
Lontano.
Una sfera di gas
è sempre in tumulto
e come l’amore
attrae con violenza
chi è meno forte
e gli logora il cuore.
Ancora.
Grandioso prodigio,
forza convulsa,
la luce scompare
in un buco dannato,
una bocca mai sazia
che ha paura dei baci
e non dà via di scampo.
Mistero.
Energia che si muove,
energia che cambia,
energia che non muore.
Il caos è perfetto,
la sua immagine immensa.
Il tutto si perde,
il niente riappare.
Da una lente di polvere,
nebulosa spinosa,
un granello di sabbia
blu come il mare:
la nostra casa,
meraviglia del cosmo,
tempio di vita.
Mari di lava
raffreddano il cuore
stanco e trafitto
di un corpo roccioso
indurito dal tempo,
levigato dalle acque
che gentili lasciano i monti
per bagnare le estati
o ghiacciare gli inverni.
Freddi.
Un sottile equilibrio,
elegante bellezza
che uomini poco grandi
con ignorante efficacia
sognano di distruggere.

FABRIZIO CELLI, ROMA 12 AGOSTO 2013

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