DORMIVEGLIA DEMONIACO

paralisi sonno

Ore 3:00

Il caldo soffocante inizia a ridestare i miei pensieri, il sonno è ancora troppo sottile; un dubbio mi attanaglia l’anima, speriamo che non siano nuovamente le tre! Cos’è questa paura? Fa caldo, allora perché tremo? Un gemito sinistro proviene dall’altra stanza, qualcuno si sta avvicinando, un mostro forse... Ma di là c’è solo mio padre, che succede? Forse si è impossessato di lui? I passi sono pesanti, si sta avvicinando, devo fare qualcosa o mi ucciderà, è pronto a pugnalarmi, vedo il suo coltello, ma i miei occhi sono serrati e non vogliono schiudersi. Se solo riuscissi a muovere questo dannato braccio! È nella mia stanza adesso e non fa più rumore, ma è lì sotto di me, ai piedi della finestra. Sento solo il fremito del mio cuore, se non mi uccide questo demone le mie vene non resisteranno a lungo alla pressione del mio sangue. Sudo dolorosamente, incatenato dall’impotenza di questo involucro umano, solo Dio può salvarmi, ancora... Padre mio, Padre nostro che sei nei cieli... La lotta è impari, capisco che ho poco tempo, lui è già qui. Il mio indice si muove, lentamente il braccio, poi il busto. Spalanco gli occhi, il mio incantesimo! Senza respiro e col cuscino imbevuto di paura, sconfiggo la morte: ancora non è ora, non adesso... Sono le tre. Mi accuccio sotto la coperta, pieno d’angoscia.

FABRIZIO CELLI, ROMA 31 LUGLIO 2012

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