TURBAMENTO

Scorre lento, lento come non dovrebbe,
lento e spietato,
poi veloce, ma senza rintocchi, senza avvisare.
Nel silenzio i sensi sono alterati,
sempre limitati, sempre ingenui,
sempre umani.
Abbiamo la presunzione di volerlo controllare noi, il tempo.
 
Sdraiarsi a pensare, ad incontrare immagini confuse
che troppo velocemente si perdono nell’oblio dei sogni,
immagini che non sanno dire cosa è stato,
né cosa sarà.
Nel silenzio il tempo muore in un battito accelerato,
nell’alterazione velata dei limiti dell’umana natura.
Solo il cuore può scandirlo, il tempo.
 
Troppo piccoli per assaporarlo,
troppo arroganti per non percepire la tristezza,
la vita che fluisce impassibile e indolente,
dimenticando che, a volte,
l’uomo è più di ciò che ha il coraggio di essere.

 

FABRIZIO CELLI, ROMA 28/05/2012

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